Industria Conciaria vs Sostenibilità

Fashion sostenibile by swapush

Per quanto riguarda la sostenibilità, la pelle è oggetto di discussione ormai da tempo. L’impatto ambientale dell’industria conciaria è influenzato da diverse dinamiche. Infatti la produzione, legata al processo della concia, l’allevamento degli animali e loro trattamento, sono tutti fattori che incidono sull’ambiente.

Ogni anno la produzione mondiale di pelle è stimata in circa 7 milioni di metri utilizzando le pelli di oltre un miliardo di animali.

industria conciaria

L’industria conciaria italiana è storicamente considerata leader mondiale di questo settore. Il nostro paese rappresenta il 65% della produzione europea ed è noto per l’elevato sviluppo economico e per l’innovazione di design stilistico. Oltre il 95% della produzione italiana si concentra all’interno di comprensori produttivi territoriali. Infatti vengono impiegati all’incirca 18 mila addetti in oltre 1.100 aziende, per un fatturato annuo pari a 4,6 miliardi di euro.

E la sostenibilità?

«L’industria conciaria non provoca l’uccisione di animali, e anzi recupera uno scarto dell’industria alimentare, le pelli di bovini, caprini e ovini, che altrimenti andrebbe smaltito – spiega Fulvia Bacchi, direttore generale di Unic e amministratore delegato di Lineapelle –. Oggi è anche un’industria altamente sostenibile perché depura le acque, tratta i fanghi di depurazione, recupera i sottoprodotti della concia: siamo un modello di quell’economia circolare di cui tanto si parla». 

La versione “ecologica” della pelle

Se trattata con la concia al vegetale, è possibile ottenere una versione ecologica e sostenibile di questo materiale. In questo caso le sostanze utilizzate hanno estratti naturali. Metalli, come il cromo, non vengono utilizzate poiché dannose per l’uomo e per l’ambiente. Inoltre, la pelle trattata deve provenire  da allevamenti di animali destinati all’alimentazione perché considerato materiale di scarto.  

Il traffico di animali vivi 

industria conciaria

Un’indagine della Peta, l’organizzazione internazionale per i diritti degli animali, ha rivelato una situazione scioccante. Ogni anno, circa due miliardi di animali vivi, vengono sottoposti a lunghissimi viaggi in condizioni traumatiche. La quasi totalità di questi animali sono destinati all’uso alimentare e, di conseguenza, i loro scarti destinati all’industria conciaria per la lavorazione delle pelli. Il problema è che è praticamente impossibile tracciare le condizioni degli animali prima del macello.

Proprio per migliorare l’impatto ambientale e sociale di tutta la filiera dell’industria conciaria, il Leather Working Group promuove uno standard comune di sostenibilità. Grazie anche a protocolli e certificazioni, le prestazioni, non solo dei produttori ma anche dei fornitori e dei brand, sono calibrate e valutate. In questo modo, è possibile promuovere le pratiche virtuose e sostenibili di questo settore.

Materiali alternativi alla pelle

In commercio esistono già diverse alternative mentre altre sono ancora oggetto di studio. Infatti, sarà proprio di questo di cui parleremo nell’articolo di settimana prossima. Stay Tuned!

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